Volontari e centro d’Ascolto vicariale incontrano la Caritas diocesana

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Giovedì 12 Ottobre, nel Patronato di Bojon i Volontari i Volontari e il Centro d’Ascolto vicariale hanno incontrano la Caritas diocesana.

La Diocesi di Padova è estesa su 5 province e comprende 38 Vicariati e 459 Parrocchie, per questo motivo la visita e il segno di vicinanza che don Luca Facco, direttore della Caritas diocesana ci ha donato in questa serata è SEGNO PARTICOLARMENTE E SIGNIFICATIVO.

Molti e diversi sono le opere e i segni di vicinanza e prossimità concreta che le Caritas nel territorio sanno esprimere e offrire: centri di ascolto parrocchiali, distribuzione di viveri, di vestiti, luoghi di accoglienza. Piccoli o grandi servizi, comunque preziosi, che diventano occasione di incontro, di ascolto e accompagnamento delle persone.

Per avere alcune indicazioni concrete (numeri, progetti, riferimenti e contatti, ecc.):

La serata è stata occasione per leggere e mettersi in ascolto delle persone che operano nella Caritas vicariale:

  • le sottolineature positive e le fatiche
  • i passi in avanti compiti
  • l’arricchimento personale attraverso il lavoro fatto insieme
  • la lettura dei bisogni e le risposte concrete messe in atto
  • le speranze e le cose che restano da fare

Abbiamo vissuto una grande opportunità che ci aiuta e motiva nel proseguire il nostro cammino di crescita personale e di servizio.

 


 

Alcune chiavi di lettura de lavoro svolto dalla Caritas in Vicariato e nelle Parrocchie:

Cos’è la Caritas

La Caritas è un frutto del Concilio Vaticano II. Nasce nel 1971 per volere di Paolo VI che aveva a cuore la comunità cristiana e desiderava diventasse luogo accogliente, sensibile e attento. Nel pensiero del pontefice la Caritas aveva una funzione pedagogica, cioè educativa. Educare prima di tutto la comunità cristiana e come conseguenza quelli che sono i primi destinatari di Caritas: i poveri, gli emarginati, gli stranieri, i senza dimora, le vittime di tratta, le persone separate, e non solo.

Fondatore e primo presidente di Caritas Italiana fu il presbitero padovano Giovanni Nervo.

La Caritas, in ogni sua azione, ha due destinatari: i poveri e la comunità. Gli operatori Caritas sono da considerarsi degli educatori alla Carità e lo scopo della Caritas è coinvolgere la comunità per sensibilizzarla e aiutarla ad aprire gli occhi sulle difficoltà più prossime.

La sua principale mission non è quindi solo l’aiuto diretto, concreto, immediato ai poveri, ma è pedagogica e pastorale: è un’esperienza di carità fatta di incontro, condivisione, partecipazione, scambio reciproco affinché le persone e le comunità vengano coinvolte e sensibilizzate.

 

Perchè la Caritas

Quanti pani avete? Andate a vedere

Mc, 6, 35-44 Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci». Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Gesù ha appena inviato i suoi discepoli a due a due per incontrare e stare con la gente, da poveri: «Né pane, né bisaccia, né denaro». L’invito è di andare da poveri, una povertà di stile, di atteggiamento. Andare e incontrare le persone non da ricchi -di mezzi, di idee, di verità- ma da poveri, per accogliere, ricevere e imparare dalle storie e dalle vite della gente.
Mentre i discepoli sono in missione, Marco narra il martirio e l’uccisione di Giovanni il Battista. Una morte che lascia un grande dolore in Gesù: hanno ucciso il suo maestro, amico e cugino per il suo amore per la verità.
Gesù di fronte a questa morte, a questa minaccia e provocazione reagisce con una rinnovata cura e attenzione ai suoi discepoli(Venite in disparte e riposatevi un po’) e con una rinnovata compassione per le folle, poiché erano come pecore senza pastore.
Giunta la sera i discepoli di fronte alla numerosa gente affamata avanzano la proposta di «Congedare la gente, perché si comprino da mangiare». Gesù di fronte a questa reazione, stimola i suoi discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare». Di fronte all’emergenza, Gesù invita i suoi discepoli a fare qualcosa. Replicarono: «Vuoi che andiamo noi a comperare duecento denari di pane per dar loro da mangiare?» I discepoli mettono in evidenza tutta la loro inadeguatezza rispetto al bisogno. Gesù allora li invita a cambiare il loro sguardo sulla realtà, a cambiare il loro punto di vista. Gli apostoli osservano la realtà da ciò che non hanno, Gesù al contrario li invita a verificare quello che hanno. «Quanti pane avete? Andate a vedere». La proposta è quella di andare a vedere, a verificare, a osservare e monitorare le risorse, le potenzialità presenti nella comunità. Nessuna delega e nessun acquisto, ma imparare a condividere quello che si possiede. Trasformare l’incontro con le povertà in occasione di far crescere e maturare le comunità. Uno sguardo ricco di fede, di fiducia nei confronti della realtà e delle comunità, ricche di potenzialità ancora inespresse e sopite.

«Ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull’erba verde»

Gesù invita a guardare alla folla non come a una massa informe di persone ma ad organizzarli in piccoli gruppi. Dalla massa, dalla quantità, saper organizzarsi e organizzare per formare piccoli gruppi dove imparare a chiamarsi per nome e riconoscersi. Dove stabilire delle relazioni umanizzanti. Dove non c’è chi serve ed è servito, dove non c’è il volontario da una parte e il beneficiario dall’altra, ma dove si condivide. Gruppi di aiuto reciproco dove tutti sono portatori di povertà e tutti sono portatori di risorse. Dove vivere una dinamica di aiuto reciproco.
All’interno di questo clima e contesto vediamo svolgersi le quattro azioni di Gesù:

  • «Prese i cinque pani e due pesci»: imparare a consegnare, ad affidare, a offrire per vivere un distacco da ciò che consideriamo un possesso.
  • «Levò gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione»: alzare lo sguardo in atteggiamento di invocazione, di gratitudine e benedizione. Celebrare la vita, benedire le storie, le persone, alzare lo sguardo per intercedere e pregare.
  • «Spezzò il pane»: un gesto che parla di Gesù e della sua esperienza. Spezzare significa condividere, donare, offrire.»
  • «Li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero»: un gesto che chiede ai discepoli di coinvolgersi, di attivarsi e di attivare. Un gesto che valorizza, coinvolge e interpella.

 

La Caritas di Padova è impegnata negli ultimi anni in diverse iniziative che cercano di valorizzare e promuovere il bene operato nelle parrocchie della diocesi.

1) Centri di ascolto vicariali delle povertà e delle risorse (CDAVx)

2) Caritas parrocchiali: censimento e visite.

 

 

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